Traslochino e la Sharing Economy

Ormai tutti si chiedono cosa sia veramente la sharing economy e anche noi di Traslochino, in prima linea in questo tipo di economia, ce lo siamo chiesti e abbiamo addirittura creato un gruppo Facebook per discuterne con tutti gli attori interessati. Cercando su Wikipedia troviamo questa definizione:

Il termine consumo collaborativo definisce un modello economico basato su di un insieme di pratiche di scambio e condivisione siano questi beni materiali, servizi o conoscenze. È un modello che vuole proporsi come alternativo al consumismo classico riducendo così l’impatto che quest’ultimo provoca sull’ambiente.

La sharing economy è attualmente nella sua fase iniziale, costituita soprattutto da tutta una serie di servizi e di startup che consentono lo scambio P2P attraverso la tecnologia: in realtà è molto di più e potenzialmente si tratta di un sistema socio-economico nuovo e alternativo che fa della condivisione e della collaborazione il suo fulcro.

Scambio nella Sharing Economy

Se pensiamo alla sharing economy come sistema possiamo pensarla come composta di 8 blocchi fondamentali:

  1. Persone: sono il centro di questo tipo di economia e possono essere sia individui che comunità, aziende, organizzazioni e associazioni che danno e traggono beneficio dalla stessa. Di fatto sono questi ultimi i collaboratori, creatori, produttori e distributori del valore. Nel caso di Traslochino, ad esempio, sono le persone che devono traslocare ma anche le persone che vogliono aiutare gli altri a traslocare mettendo a disposizione il loro tempo ed eventualmente il proprio mezzo di trasporto.
  2. Produzione: il valore prodotto è aperto e accessibile a tutti quelli che vogliono produrlo. Le barriere, non solo geografiche, sono abbattute grazie a Internet e le altre tecnologie come la stampa 3D e l’impatto sull’ambiente viene sempre minimizzato.
  3. Scambio di Valore: il valore in questo caso non è visto solo come denaro e il sistema accetta anche forme alternative di scambio come il tempo, l’investimento sociale, il capitale sociale e soprattutto lo spreco di risorse. Quest’ultimo tende ad essere minimizzato e le risorse riallocate dove sono maggiormente necessarie con la possibilità di essere rivalutate. Nel caso di Traslochino, ad esempio, il tempo e il mezzo di trasporto delle persone vengono riallocate e messe a disposizione di altre persone vicine geograficamente.
  4. Distribuzione: le risorse sono distribuite e ridistribuite attraverso un sistema efficiente ed equo su scala locale, regionale, nazionale e globale. Modelli di proprietà comune come le cooperative, acquisto collettivo e il consumo collaborativo sono caratteristiche di questo tipo di economia che tende ad una giusta distribuzione dei beni che avvantaggia la società nel suo complesso.
  5. Ambiente: creazione di valore, produzione e distribuzione operano in sinergia e armonia con le risorse naturali disponibili, non a scapito del pianeta, promuovendo il benessere e la conservazione dell’ambiente.
    Beni e servizi all’interno di una economia della condivisione sono progettati per la sostenibilità piuttosto che l’obsolescenza, promuovendo non solo il riutilizzo delle risorse, ma anche modelli che hanno un impatto positivo sull’ambiente. Nel caso di Traslochino, ad esempio, l’ultilizzo di un mezzo di trasporto non sovradimensionato come potrebbe essere quello di un’azienda e la vicinanza geografica delle persone sono punti importanti che concorrono al rispetto dell’ambiente.
  6. Potenza sociale: la sharing economy consente la condivisione di opportunità e l’accesso a possibilità di lavoro e guadagno prima impensabili, con una semplicità disarmante grazie a Internet e alle tecnologie annesse. Il tutto scaturisce e segue trend sociali locali, nazionali o globali. Per esempio, nel caso di Traslochino il trend sociale dell’aumento degli affitti rispetto alle compravendite e della crisi che ha portato le persone a spostarsi frequentemente ha sposato il trend della ricerca di metodi di guadagno alternativi e/o aggiuntivi per contrastare la crisi.
  7. Informazione: in un’economia della condivisione, le informazioni e la conoscenza sono condivise, aperte e accessibili. La tecnologia e le reti sociali permettono il flusso delle comunicazioni e supportano la condivisione delle informazioni, scardinando l’asimmetria informativa che da anni rendeva stagnanti molti settori.
  8. Cultura della condivisione: la sharing economy si potrà sviluppare ampiamente solamente se le persone abbracceranno la cultura della condivisione, cosa non banale ma a quanto pare più facile di quello che si pensava. I modelli di business predominanti di una economia della condivisione sono di solito modelli basati sull’accesso, servizi, abbonamenti, noleggio e modelli peer-to-peer. Le caratteristiche peculiari invece sono di solito la disruptive innovation, sharepreneurship, imprenditorialità creativa, intrapreneuship e micro-imprenditorialità sono caratteristiche comuni di una economia della condivisione.

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